Milky Chance – Stolen Dance

Un successo non pianificato, ma del tutto spontaneo, come accade da sempre per il pop migliore, quello che non ha bisogno che di essere ascoltato per arrivare, davvero, ovunque.

Stolen Dance, una danza di sicuro malinconica e contagiosa, che, con pochi tocchi strumentali, riesce a definire molto bene l’orizzonte dei Milky Chance, fatto di piccole attenzioni ai contorni dei brani (ritmi, armonie, chitarre), di un piglio dance mai invasivo e di melodie cantabilissime. La voce di Clemens sbalordisce per la sua vena un po’ indolente, un po’ trasognata: un timbro molto personale, che riesce a rendere memorabile ogni pezzo ed è ben sostenuto da timbri liquidi, evanescenti, capaci di spostare l’accento delle atmosfere dal pop a qualcosa di ineffabile e magnetico.

Il resto del cd viaggia su una dimensione in cui la sottigliezza e l’impalpabilità fanno a gara con una emozionante perfezione formale: i Milky Chance si servono di decenni di folk-rock per combinare una miscela completamente autonoma, in cui regnano emozioni ai confini con il soul contemporaneo e il r’n’r inteso come ispirazione universale, qualche volta disperata, altre volte speranzosa. Un ballo spettrale, solitario, a cui è impossibile resistere.