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James Kakande – Electro Magnetic Love Thing

Come pongo tra le mani, la musica di James Kakande si modella, prende forma in tre dimensioni. Soul, funk e R&B a braccetto in una armonia divertente e divertita. Undici brani in cui lo stile black la fa da cerimoniere. Ma attenzione all’ospite a sorpresa, l’eterno ritorno di quell’andamento di chitarra in levare e basso sincopato che tanta fortuna ha portato undici anni fa al musicista di Manchester: sua maestà il reggae in Electric Magnetic Love Thing è spesso il benvenuto.

Di traccia in traccia sembra di sentire davvero i raggi di sole che nel corso dell’anno Manchester vede davvero di rado, ma che James Kakande ha saputo incontrare più volte nel suo pellegrinaggio senza fine. In fondo il messaggio comune a ogni canzone sembra essere proprio questo: il sole può essere ovunque anche in quelle latitudini dove sembra non apparire mai. Si nasconde nel sorriso di un bambino, nell’abbraccio di una persona amata, basta lasciarsi abbagliare.

 

Ecco una riflessione ad alta voce di Kakande sul suo nuovo disco: «Penso che nella musica c’è una strada infinita di idee e ogni artista è su questa strada, camminiamo attraverso molti stati d’animo, frequenze e colori. La strada ovviamente ha le risposte, tutto sta nel fare le giuste domande. Nel mio nuovo album credo di aver scritto e composto esattamente nello stesso modo di prima, l’unico modo che conosco: faccio domande, guardo la gente, trovo i pensieri degli altri in me. Il mio carattere è sempre uguale, tutto di me è uguale, penso solo che la luce nel mio pensiero sia un pochino “più luminosa”, e sono sempre meno impaurito di essere me stesso con tutti i miei dubbi. È difficile dire che tipo di musica suoni o che sound hai, mi piace pensare di essere “a right of centre soul music”.»

La ricerca della spensieratezza di Electric Magnetic Love Thing lascia comunque spazio alla riflessione profonda e  toccante di brani come Strips & Starse e Bridge of Angel.  Un album tradizionale, “suonato” con il sudore dei polpastrelli per usare un gergo da musicisti, eppure attualissimo, con tutta la contaminazione tipica del nuovo millennio.